Claudia Pellegrini

Attrice

Anna Cappelli di A. Ruccello, regia di R. Felli
Discorda di F. Coppola e A. Bobbi
Il velo della sposa e l’abbecedario di P. Caiffa, regia di R. Felli;
Presentazione della mostra di Roberta Basile c/o Castel dell’Ovo, Napoli;
Dialoghi da una fotografia di S. Colombo;
Madame Lycanthrope di S. Benni;
Non stiamo mica insieme, di C. Pellegrini e P. Serra, regia di R. Castelluzzo;
A memoria do oceano di P. Serra;
E’ morto Frank Sinatra di G. Tocci;
Sogni di notte di Materiaviva Performance;
Pane e Olio: storie con tutto un altro sapore del Naufragarmedolce;
La lezione di E. Ionesco; Marathon di G. Sepe;
Siddharta2000 di H. Yamanouchi
Trittico profano di M.Francia,
e altri.

Regista teatrale

“E' morto Frank Sinatra", di G. Tocci,
"I monologhi del mare" di G. Tocci,
“don Chisciok” compagnia Scacco Matto,
“La Lezione” di E. Ionesco,
“Dracula, La morte bussa, Mister Big” di Woody Allen,
“Nuvolopoli”, tratto da “Uccelli” di Aristofane,
“Dio” di Woody Allen,
“La cantatrice calva” di E. Ionesco.

Autrice di testi teatrali

“Non stiamo mica insieme”,
“Vortice d’amore”

Cantante jazz, bossanova, sperimentale

“Leggerezza” di Materiaviva Performance Con i ‘Round4, in duo con Andrea Moriconi, avanguardia e improvvisazione, con i What4 (Lorenzo di Lorenzo, Franco Terralavoro, Andrea Moriconi, e Alessandro Grasso).

Collaborazioni con Andrea Polinelli, Paolo Marzo, Mimmo Catanzariti, Umberto Viitello, Lucio Turco, Greg Burk, Aberto Parmegiani, Ron Seguin, Denis Fattori, Panta, Andrea Colella, Roberto Pentassuglia. Compositrice Spettacolo circo moderno “Leggerezza” di Materiaviv Musiche per a Performance, docufiction “Normopatie”, spettacolo teatrale : “Non stiamo mica insieme”. Per un paio di anni ha lavorato come clown negli ospedali con l’Associazione Soccorso Clown.

Ha studiato con Canto: Bobby Mc Ferrin, Michele Hendricks, Carl Anderson, Donna Mc Elroy, Cinzia Spata, Carolina Brandes, Riccardo Biseo, Annamaria Di Marco, Andrea Polinelli, Teatro: Jean Paul Denizon, Tapa Sudana, Marcelo Vernego, Philip Radice, Greta Seacat, Alfio Petrini, Giovanna Mori.

Clown: Eric De Bont, Vladimir Olshanskij, Jango Edwards, Emmanuel Gallot –Lavallée,

Movimento espressivo e danza: Hal Yamanouchi, Marcel Marceau, Lindsay Kemp, Beatrice Libonati, Monica Francia, Danio Manfredini, Rita Archer, Silvia Vladiminsky. Body percussion: Keith Terry (Crosspulse), Fernando Barba (Barbatuques), Jep melendez (Cambuyon), Charles Raszl (Barbatuques), Johannes Bohun (Stomp) Leela Petronio (Stomp) Raul Cabrera (Cambuyon), Thanos Daskalopoulos, Goekçe Gurçkay, Bryan Dyer

Progettazione ed erogazione di progetti di formazione con la metodologia della Formazione Esperienziale Metaforica (FEM Principali clienti: come Luiss Business School, Ial Cisl Marche (Coop), Banca Agricola Mantovana

Principali aree di intervento: Team building, Leadership, Comunicazione efficace e ascolto attivo.

La formazione e attività artistica pluridisciplinare mi ha permesso negli anni di affinare la tecnica maieutica sia in campo artistico che manageriale. Attraverso il teatro si sviluppano attenzione, ascolto, capacità di lavorare in gruppo, leadership ma soprattutto si apprende direttamente dall’esperienza: prima si prova e poi si spiega, il corpo sviluppa la giusta risposta prima ancora che il cervello ne comprenda il perché. E’ su questa base che ad esempio si basa la formazione musicale attraverso la metodologia Orff-schulewerk: si parte dall’esperienza musicale attraverso l’ascolto, la danza, la scoperta dello strumento per arrivare solo in seguito alla lettura ed alla scrittura. Ripercorro ciò che tutti abbiamo sperimentato nella nostra vita quando abbiamo imparato a parlare: prima ascoltiamo, poi imitiamo dei suoni, in seguito impariamo ad associarli a cose reali, poi a concetti e dopo almeno 5 anni di questa attività sperimentale impariamo a leggere e scrivere. Il lavoro del clown è un lavoro molto profondo: il fallimento induce il clown a trovare una soluzione creativa in tempi brevissimi, a cambiare punto di vista, a trovare nuovi usi per vecchi oggetti. Una metafora perfetta in tempi di crisi. Nel mio lavoro di clown-dottore negli ospedali ho potuto constatare che oltre al divertimento e distrazione dei bambini ammalati, attraverso il nostro intervento i bambini riprendevano potere sulla loro vita, sulla loro malattia e riacquistavano la capacità di scelta La mia forza è il mettermi continuamente in gioco come artista per poter aiutare e comprendere nel profondo le persone che formo.

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