Il violino appartiene alla famiglia degli archi e tra questi è il più piccolo e ha la voce più acuta. È nato intorno al XVI secolo e nel corso della storia della musica ha trovato largo impiego in tutti i generi e le forme musicali.

Solitamente è associato al repertorio cosiddetto “classico”, ma è presente in molta musica popolare e utilizzato anche nel repertorio leggero, nel jazz e ormai sempre più spesso, nella versione elettrica, nel rock. È uno strumento versatile, poiché può suonare insieme a moltissimi altri strumenti e nelle formazioni più diverse: dal duo con il pianoforte al quartetto d’archi, dall’orchestra sinfonica a quella leggera.

È uno strumento polifonico, cioè è in grado di produrre più suoni contemporaneamente. Per questo si presta ad eseguire intense melodie con accompagnamento, ma è in grado anche di dare vita ad esecuzioni esclusivamente solistiche, come nel caso delle “Sonate e Partite” di Bach o dei famosi “Capricci” di Paganini, brani per violino solo di estrema difficoltà tecnica, ma dalla resa musicale unica e sorprendente.

Le principali difficoltà che incontra il violinista sono legate all’emissione del suono dallo strumento (la cosiddetta “cavata”) e alla messa a punto di una buona intonazione. Per questo è necessario uno studio costante e meticoloso. Una volta fatti propri gli elementi fondamentali della tecnica, la gioia di suonare, da soli ma soprattutto insieme agli altri, ripaga ampiamente del tempo dedicato allo studio.